Montefalco è un comune di 5.702 abitanti della provincia di Perugia. Punto di riferimento della regione vinicola che vede tra i suoi "pezzi forti" il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco Rosso.
E' situata in una posizione panoramica, dominante la pianura del Topino e del Clitunno. Per questa favorevole posizione è chiamata "la ringhiera dell'Umbria.
CONTATTI UTILI
Comune di Montefalco: www.comunemontefalco.it
Pro Loco Montefalco: www.promontefalco.com
Sito turistico del Comune di Montefalco: www.montefalcodoc.it
Il toponimo Montefalco si deve, secondo la tradizione, a Federico II di Svevia. L'imperatore, visitando i luoghi nel XIII secolo, constatando il gran numero di falchi presenti nell'area, decise di cambiare il nome della località da Coccorone (Cors Coronae) a quello attuale. La presenza dell'animale nel territorio è andata via via scemando, fino a raggiungere il minimo storico in età moderna. Il 31 luglio 2007 è stata liberata nei cieli di Montefalco una coppia di gheppi, con finalità di ripopolamento. Il progetto ha avuto un grandissimo successo e i gheppi si sono riprodotti.
MONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE
... e molti altri!
FOLKLORE E LEGGENDE
Da "Coccorone" a "Montefalco"
Altra leggenda legata al nome di Montefalco è quella in cui si narra della fuga dei Falchi tanto amati dal giovane Federico II stanziatosi poco distante da Coccorone. I Falchi scelsero Coccorone dove posarsi, preferendolo alle campagne circostanti e gli abitanti del Paese, prendendo iniziativa, presero i falchi, riportandoli a Federico Barbarossa con la richiesta di non attaccare il loro paese. Questi, acconsentendo, decise di ribattezzare Coccorone col nome di MonteFalco.
Il Beato Pellegrino
In una Chiesa di Montefalco, secoli fa, avvenne una storia molto particolare. Un pellegrino era venuto da molto lontano per adorare le due Sante della Chiesa: Beata e Chiaretta (le cui spoglie erano - e sono - riposte in una tomba di vetro). Si era fatto molto tardi, così il prete diede ospitalità al pellegrino. La mattina seguente, quando il prete andò ad aprire la Chiesa, trovò il pellegrino accovacciato in una posizione di preghiera, il prete si avvicinò per svegliarlo, ma si accorse che era morto. Così decise di seppellirlo, visto anche che era privo di riconoscimenti. Il giorno seguente alla sepoltura, il prete trovò il pellegrino, morto, nella posizione di preghiera davanti alle due sante, lo ripose nella sua fossa, ma la storia si ripeté svariate volte, fin quando il prete decise di riporlo in una tomba di vetro proprio accanto a quella delle due Sante. Il corpo del pellegrino è rimasto intatto e, si racconta, che molti abbiano avuto grazie rivolgendosi a lui. Allora da allora la chiesa si è arricchita di un nuovo Santo a cui essere devoti. Non avendo nome, costui venne poi chiamato il Beato Pellegrino. Tutt'ora è possibile vederne le spoglie - tra l'altro Mobili, dopo secoli - nella teca a lui dedicata, in quella posizione di Preghiera in cui è morto.